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BASTA DAVVERO POCO PER ESSERE FELICI!

Elio oggi sarà la nostra guida ed il nostro driver personale.
Elio Croce, comboniano, è responsabile della gestione dell’orfanotrofio dal 1992.
L’orfanotrofio è situato a pochi chilometri da Gulu ed ospita circa 150 orfani da 0 a 18 anni. Costruito allo scopo di garantire un luogo sicuro per i bambini durante la guerra ultra ventennale, oggi il Saint Jude è un vero e proprio villaggio di case famiglia. Ogni “famiglia” è composta da un gruppo di bambini di ogni età, seguiti da una “mamy”. Attualmente sono presenti 17 “mamies” più due “aunties”.
Una volta adulti, i piccoli si potranno inserire nel contesto sociale e lavorativo al di fuori dell’orfanotrofio.
Al St. Jude vengono accolti, cresciuti ed accuditi anche bambini con handicap fisici e con problemi mentali.
Al nostro arrivo, i piccoli ci vengono incontro sorridenti e gioiosi. Elio è il “papà” di tutti e viene accolto sempre da urla festose, in cambio di qualche ora di gioco, di affetto e di attenzioni.
Appena metto piede giù dalla macchina, vengo letteralmente assalita da bambini che sbucano da ogni angolo e che fanno a gara per prendermi per mano (o per le dita, dato che le mani sono solo due!) e per venirmi in braccio.
Come avrei voluto avere avuto più mani e più braccia, pur di tenermeli tutti vicino!
I bimbi piccoli sono molto teneri e cercano un contatto continuamente; quelli più grandi mi osservano con curiosità, mi chiedono come mi chiamo e si divertono a ripetere il mio nome. Prendono il mio quaderno e la mia penna e si divertono a scriverci il loro nome e quello della loro scuola, per poi mostrarmeli fieri.
Rimango stupita dal fatto che si passano quaderno e penna a turno, senza litigare, per poi restituirmi il tutto, senza doverglielo chiedere.
Sono davvero fantastici e non verrei più via da lì.
Inizialmente mi sembrano tutti uguali e poi, a poco a poco, inizio a riconoscerli e ad affezionarmici: ho solo voglia di baciarli, accarezzarli e abbracciarli.
I bambini e i ragazzini disabili o con disturbi psichici sono i più difficili da gestire: per fortuna vengono accolti al St.Jude, altrimenti rimarrebbero abbandonati a sé stessi, in mezzo a una strada.
Per questi casi occorrono cure e attrezzature speciali che non sempre è facile avere. Al St.Jude si cerca di non fare mancare nulla neanche a questi piccoli.
Il caso più struggente è quello di Jackline, bambina autistica di circa 9/10 anni che per i primi 5 anni della sua vita è vissuta in un recinto insieme alle capre. Non ci sono parole per descrivere quello che si legge nei suoi occhi: paura, tristezza, ricerca di affetto che spesso è difficile poterle dare a causa della sua chiusura con il mondo esterno che, per anni, era limitato a un gregge di capre.
Impressionante.
Nonostante ciò, dopo quattro anni al St. Jude, ha fatto enormi progressi: è aumentata di peso, cammina ed è diventata a poco a poco più socievole.
La speranza non muore mai finché c’è Amore. E Jackline ne è la dimostrazione.
Ho quasi paura a toccarla, talmente è fragile e minuta: mi sembra di romperla, farle male. Cerco di avvicinarmi dolcemente e le sfioro una mano.
Inizialmente Jackline si copre il volto: non ha idea dello spazio e con la mano cerca di orientarsi e di proteggersi dalla mia presenza.
Lentamente si scopre la faccia e inizia a fissarmi con i suoi occhioni espressivi. Il muro, a poco a poco, viene meno e la piccola si lascia accarezzare la mano: sono diventata una presenza amica.
Prima di venire via, una sorpresa: Jackline accenna un sorriso e mi accarezza.
Nel pomeriggio, Elio ci accompagna alla Farm del St. Jude che si trova a 37 Km da Gulu e in cui si producono diversi prodotti locali.
La coltivazione viene destinata principalmente alla vendita. In questo modo, si vuole offrire un’opportunità di lavoro agli adulti di oggi e di domani.
La visita alla farm è estesa ad alcuni bambini dell’orfanotrofio che non vedono l’ora di salire sulla macchina insieme a noi per fare un giro: il viaggio è allietato da canti festosi e divertenti!
Basta davvero poco per essere felici.
Francesca
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LAURA: FISIOTERAPISTA E VOLONTARIA AL ST.JUDE

Quest’estate Laura è tornata al St.Jude. Quando si è così legati ad un luogo e a delle persone niente può impedirti di trovare il tempo e le energie per tornare. Questa è la storia di molti volontari che regolarmente fanno ritorno al St.Jude e grazie a loro possiamo sperare che i bambini avranno sempre qualcuno su cui contare. Quando poi alla passione si uniscono professionalità e determinazione si ottengono dei risultati che ogni volta ci danno la forza di andare avanti, realizzare progetti e pensare al futuro.
Oltre ad aiutare i bambini disabili al St.Jude attraverso la fisioterapia, l’organizzazione di meeting mirati sulle diverse disabilità, la condivisione con il personale locale e la fornitura di nuove carrozzine e ausili vari, Laura fa parte del team che regolarmente si reca nei villaggi per fornire cure farmacologiche, indicazioni terapeutiche, istruzioni e attivare progetti di microcredito.

La nostra speranza è che questo progetto possa andare avanti e crescere perchè c’è bisogno di informazione, sensibilizzazione al tema della disabilità e necessità di condividere esperienze con persone preparate ad affrontare un bisogno sempre più emergente.

Nei prossimi giorni Samuel (special need teacher) e Brenda (infermiera) inizieranno un nuovo percorso presso il St.Martin in Kenya. Vogliamo che anche al St.Jude, così come nei villaggi vicini, la gente capisca quanto è importante farsi carico dei bambini e adulti con disabilità. C’è bisogno di ognuno di loro e solo attraverso il sostegno di persone competenti e presenti possiamo garantire un supporto efficace e duraturo.

Grazie a Paolo, Laura, Samuel, Brenda, Florence, Maresa e tutti coloro che in questi anni si sono spesi e continueranno a farlo affinché la disabilità non sia più un limite ma un’opportunità per tutti coloro che la vivono e la condividono.

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Grazie Mariapia e Andrea!

IMG-20150827-WA0001Un grazie di cuore a Mariapia Bonanate e Andrea Morghen per aver reso così ricco di emozioni l’incontro che si è tenuto giovedì scorso a Predazzo. Crediamo che l’incontro e la condivisione siano il motore della nostra associazione. Ci permettono di ricordarci chi siamo, dove stiamo andando e ci danno sempre nuovi spunti su cui riflettere perchè ognuno di noi è sempre in cammino… A presto!

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