Auguri Paolo e Elena!

Auguri al nostro Paolo che presto tornerà in Italia per tre mesi! Ieri era il suo compleanno e quello di Elena, nostra volontaria al St.Jude. Grazie Paolo per il lavoro che hai portato avanti in questo anno…non sono mancati i momenti di sconforto e la stanchezza ma l’Africa richiede anche questo così come sa regalare grandi emozioni e sorrisi che solo da un’Amal, un Olebe, un Geoffry e da altri bambini del St.Jude puoi vedere. E’ lì che hai trovato la carica ogni volta che ti sentivi perso ed è a quei sorrisi che pensiamo anche noi quando ci troviamo, organizziamo incontri, compiliamo carte, maciniamo km…siamo lontani Paolo ma la sorgente da cui ci dissetiamo è la stessa…gli stessi sorrisi, le urla, le preghiere, mani e braccia, volti e cuori, vite … che insieme stiamo cercando di aiutare. Grazie! Presto sarai a casa e potrai ricaricarti…le tue montagne ti aspettano e noi anche. Un abbraccio e ancora tanti auguri!

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Serata Karibu: grazie a Morgane, Simona, Fabio e Francesca!

Venerdì 27 novembre i nostri volontari di Milano e Torino che hanno trascorso il mese di agosto al St.Jude hanno organizzato una serata presso lo Spazio Giovani di Villa Litta a Milano. Vogliamo ringraziarli per il loro impegno e per l’ottimo risultato. Grazie a loro la nostra associazione “VolontariAmo con il St.Jude” si sta facendo conoscere e insieme possiamo pensare a nuovi progetti per i bambini del St.Jude. Grazie Morgane, Fabio, Simona e Francesca!

“Se vuoi arrivare primo, corri da solo. Se vuoi arrivare lontano, cammina insieme.” (Proverbio Africano)

 

 

 

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Una cena solidale speciale

 

Grazie a tutti coloro che hanno partecipate sabato sera, 28 novembre, alla cena solidale! Condividere con voi la storia dei tanti bambini che vivono al St.Jude e l’impegno che Elio, Paolo e noi tutti stiamo investendo ci fa capire ancora una volta che siamo sulla strada giusta ma ancora in cammino e in crescita per poter aiutare al meglio il St.Jude Children’s Home e tutti i bambini che necessitano di cure e assistenza nei villaggi.

Quella sera una goccia è caduta casualmente sulla tovaglietta e ci ha regalato quest’immagine…i nostri sguardi si sono subito incontrati e non abbiamo potuto che sorridere. Apwoyo Matek!

 

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“Karibu”: una serata per il St.Jude a Milano

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Venerdì 27 novembre alle ore 21 presso lo Spazio Giovani di Villa Litta a Milano i nostri volontari, Simona, Fabio e Morgane hanno organizzato una serata di beneficenza per il St.Jude. Sarà presentato il documentario sul St.Jude e Fratel Elio Croce e altri contenuti per far conoscere a tutti la realtà del St.Jude ma anche la storia dell’Uganda. Con un’offerta minima di 5 euro ci sarà un buffet e un mercatino con oggetti confezionati dalle donne ugandesi dei Comboni Samaritan.

SCARICA LA LOCANDINA

 

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Benvenuta Giovanna!

giovannaPiccole storie dall’Uganda. Giovanna.

Oggi ho incontrato in orfanotrofio Giovanna addormentata in braccio a una zia dall’aspetto triste e severo. È arrivata ieri sera, ha due giorni, un viso tenero, le labbra socchiuse in un incerto sorriso. Il suo nome in lingua acholi è Adongpiny che significa che è rimasta sola. Infatti la sua mamma è morta poco tempo dopo il parto. Aveva 41 anni ed era alla sua settima gravidanza. Ha partorito in casa come aveva fatto per gli altri bambini, ma questa volta ha avuto una grave emorragia. È stata caricata su una moto taxi ed è morta durante il viaggio per raggiungere l’ospedale. Il suo papà è in carcere. Gli altri sei bambini sono rimasti soli. Noi, come sempre, senza parole.

Maresa Perenchio

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Grazie ai nostri volontari!

Oggi è arrivata una bellissima email di Paola…una volontaria appena rientrata dal St.Jude per la seconda volta. E’ un’infermiera che si sta specializzando a Londra e appena ha un po’ di tempo fa sempre ritorno a CASA, la casa in Africa, una di quelle case con la C maiuscola. Condividiamo con voi le sue parole che sono anche le nostre perchè il St.Jude … è un po’ la CASA di tutti noi.

“Ciao VolontariAmo St Jude!! … E’ stato per me un meraviglioso ritorno a casa e devo dire che in questi giorni riflettevo sul significato della parola casa e ho avuto un pò di crisi perchè non riconoscevo più casa nessun posto nel mondo, o per meglio dire mi sentivo a casa in molti posti nel mondo…e così parlando anche con la mia famiglia giustamente ho capito che casa è dove abbiamo qualcuno che ci vuole bene e credo che il St Jude in questo sia un po’ la casa di tutti noi. E’ stato meraviglioso tornare e risentirsi subito chiamare per nome, mamme e bambini corrermi incontro e abbracciandomi dirmi “Welcome back, thanks to be here again” ma come sempre alla fine sono stata io quella che ha dovuto ringraziare loro per quanto ricevuto…”

Grazie Paola e grazie a Veronica e Elena che in questo momento sono al St.Jude. Le foto sono state scattate dalla nostra Maresa che da poco è arrivata in terra ugandese. Come ogni anno starà al St.Jude per due mesi e insieme a Paolo, Elio e lo staff locale penseranno a nuovi progetti per i bambini del St.Jude. Grazie Maresa!

 

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28 NOVEMBRE: CENA SOLIDALE PER IL ST.JUDE

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Il 28 novembre alle ore 20 siete tutti invitati ad una CENA SOLIDALE per i bambini del St.Jude Children’s Home presso il Ristorante Vecchia Osteria a Cavalese. Il ricavato andrà a finanziare la costruzione delle case per i bambini disabili del St.Jude. Non mancate!!! Il prezzo è di 25 euro (15 euro per i bambini 0-12).
Per prenotazioni chiamate il numero 3381704185 oppure 3355733828, scrivete una mail all’indirizzo volontariamostjude@gmail.com oppure direttamente presso il Ristorante Vecchia Osteria.

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Morgane

Tanti anni, mesi e giorni a sognare di partire e realizzare questo viaggio che una volta prenotato il volo Milano- Entebbe con la KLM non riuscivo ancora a realizzare ciò che stavo per fare. Ormai è passato più di un mese dal rientro eppure mi sembra solo ieri di aver passato la giornata sotto l’albero di mango, al riparo dal caldo sole africano, coi tanti, allegri, chiassosi e affettuosi bambini del St. Jude. Il mio viaggio è iniziato il 13 agosto, aereo delle 6 da Milano Malpensa, scalo ad Amsterdam di un paio d’ore e poi si riparte verso Entebbe! La mattina successiva alle 7 prendo il postbus da Kampala a Gulu… il viaggio in bus dura 8 lunghe ore tra sedili caldi e afosi, sobbalzi, lunghe soste e venditori di cibo e bevande che assaltano i finestrini ad ogni sosta. Qui iniziano un susseguirsi di sensazioni nuove e strane per me; la terra rossa fiammante si fa strada fa la verde vegetazione a tratti rigogliosa, a tratti arida come una densa colata di magma, il sole è sempre alto su di me, il cielo è enorme e sconfinato e mi ritorna in mente Asterix con la sua grande paura che il cielo gli cada addosso. Poi gli odori acuti e forti dei mercati, i colori sgargianti dei tessuti degli abiti delle donne e le voci dei bimbi che ancora gracili e piccoli ti gridano “munu bye” ogni volta che passi. Mi sembra quasi un viaggio surreale. Ma le emozioni più forti si riservano per quando arrivo all’orfanotrofio, scesa dal pick-up, nemmeno il tempo di capire dove sono, come, quando e perché che un’orda di bambini festaioli corre incontro a me e agli altri due volontari con cui sono arrivata saltandoci addosso e chiedendoci il nome. Dopo il primo pomeriggio passato con loro a giocare mi sembrava di essere lì da una vita. Mi sembrava di essere lì da sempre perché l’unico requisito che ci vuole per star là e vivere a pieno ogni momento è la semplicità di essere sé stessi. Non c’è da allenarsi, capire o impegnarsi per farlo, stando con bambini così carichi di vitalità, gioia ed energia viene spontaneo adeguarsi a loro. E’ stupefacente vedere come ogni gesto, attività o gioco gli regali un sorrisone dal quale è difficile scappare e non essere contagiati. Star con loro e vederli sorridere fa venire voglia di voler far di tutto pur di sapere che potranno sorridere sempre. Ho trascorso al St. Jude poco più di un mese e i giorni, scanditi da giochi e laboratori passavano veloci trascorrendo insieme anche momenti della quotidianità, come i pasti, i bagnetti e momenti di festa come la Messa della domenica..tutto ciò ha contribuito a farmi sentire parte di una grande famiglia. La parte più difficile del viaggio è stata sicuramente la partenza, la sera prima non riuscivo a realizzare fino in fondo che il mio viaggio era giunto al termine e quando me ne son resa conto mi ha preso una gran malinconia al pensiero di lasciare lì tutte le emozioni che mi avevano regalato in quei 40 giorni tutti i bambini, le mamy, le auntis e gli altri volontari conosciuti. Son partita portandomi via un bagaglio di emozioni e ricordi bellissimi e una consapevolezza del tutto nuova di ciò che è davvero indispensabile per essere felici. Inoltre mi son portata via una grandissima voglia di ritornare. Infine ho capito che, sebbene andiamo lì come volontari con l’intenzione di lasciargli qualcosa noi, alla fine tutto ciò che ti lasciano loro è più di quanto forse non riusciamo a dargli noi. Non è facile cercare di rendere nero su bianco e comprimere in poche righe quello che è stata questa grande esperienza ma spero di essere riuscita, seppur in minima parte, a trasmettere parte delle sensazioni che ho provato al St. Jude.

Apwoyo Matek Uganda!!

Morgane

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