Tutti i giorni è Natale…

Si avvicina il Santo Natalkennedye e dal St.Jude arrivano notizie di madri e bambini in difficoltà…in questo momento dell’anno è ancora più importante non dimenticarsi degli ultimi che gridano aiuto…i negozi richiamano al consumo, i mercatini così tanto ricercati nelle città italiane ci vogliono far credere che il Natale è d’obbligo festeggiarlo ingozzandosi di prodotti tipici e tracannando vin brulè per scaldare non solo il corpo ma soprattutto l’anima che non sappiamo più come accontentare…siamo sempre più poveri eppure il Natale ci fa sentire più ricchi, più generosi e disponibili verso l’Altro forse perchè ognuno di noi ha la possibilità di stare in famiglia e con gli amici e si sa…condividere gioie e emozioni sono i regali più belli che possiamo ricevere. Tutti i giorni dovrebbe essere Natale per questo motivo…tutti i santissimi giorni al St.Jude bussano alla porta e sperano che sia Natale…spalanchiamo i nostri cuori e apriamo gli occhi…ovunque c’è qualcuno che grida aiuto ma bisogna saperlo vedere, andargli incontro e porgergli la mano…il piccolo Kennedy Ocan, che significa “nato in povertà” è stato visto e accolto, finalmente potrà essere operato per un grave idrocefalo. La sua testa è enorme e pesante rispetto al corpicino leggero e minuto. 250.000 scellini sono i soldi che gli servono. Con 80 euro non compriamo nemmeno un maglione che comunque andrebbe ad aggiungersi alle pile che sovraffolano i nostri armadi…La madre di Kennedy, Franca, ha 15 anni ed è orfana. Entrambi i suoi genitori sono stati uccisi durante la guerra. Ha continuato a vivere nel suo villaggio insieme ad una zia che si è presa cura di lei. E’ riuscita ad andare a scuola fino alla quinta elementare poi è rimasta incinta di un uomo di 30 anni che l’ha abbandonata.Ha partorito Kennedy in un dispensario ma purtroppo il piccolo non è cresciuto come tutti si aspettavano e necessita di un intervento d’urgenza. Questo è un motivo per festeggiare il Natale…la salvezza di un bambino grazie a Elio, Maresa, Paolo e tutti coloro che nella vita si spendono per ricordarci che soprattutto in momenti come questo, dove ci si dimentica invece di ricordare, è vitale RESTARE UMANI.

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Il St.Martin al St.Jude

In questi giorni i formatori del St.Martin, organizzazione del Kenya che si occupa della formazione delle comunità locali sui temi della disabilità, sono al St.Jude per la parte conclusiva del progetto sulla disabilità. Il nuovo refettorio inaugurato il 28 ottobre per la festa del St.Jude day ha ospitato tutti i partecipanti del corso tra cui le mamme, gli assistenti sociali, le infermiere, i driver, la nuova coordinatrice e tutti gli altri dipendenti del St.Jude. La nostra speranza è che questa esperienza possa far capire ancora una volta l’importanza della comunità nell’assistenza delle persone con disabilità ma soprattutto che ognuno possa cogliere il valore di ogni essere umano per le sue potenzialità e risorse; oltre le etichette, i nomi o le definizioni.

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