Benvenuta Giovanna!

giovannaPiccole storie dall’Uganda. Giovanna.

Oggi ho incontrato in orfanotrofio Giovanna addormentata in braccio a una zia dall’aspetto triste e severo. È arrivata ieri sera, ha due giorni, un viso tenero, le labbra socchiuse in un incerto sorriso. Il suo nome in lingua acholi è Adongpiny che significa che è rimasta sola. Infatti la sua mamma è morta poco tempo dopo il parto. Aveva 41 anni ed era alla sua settima gravidanza. Ha partorito in casa come aveva fatto per gli altri bambini, ma questa volta ha avuto una grave emorragia. È stata caricata su una moto taxi ed è morta durante il viaggio per raggiungere l’ospedale. Il suo papà è in carcere. Gli altri sei bambini sono rimasti soli. Noi, come sempre, senza parole.

Maresa Perenchio

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Benvenuto Denis!

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Piccole storie dall’Uganda. Denis

Denis è arrivato oggi al St.Jude con il suo giovane papà dall’aria persa e con un foglio di invio della Parish di Labala. Ha appena 6 mesi, ha la tosse e sembra stanco. La sua mamma è morta a capodanno per il morso di un serpente. Chissà dove andava, forse a prendere l’acqua, lontano. Aveva 27 anni e un altro bambino piccolo oltre a tre figli morti nel primo anno di vita. Denis resterà con noi almeno per tre anni. Il suo sguardo consapevole e rassegnato accompagna l’allontanarsi del suo papà.

Maresa

 

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Hope

1901172_785789694791521_5453318094176165590_nPiccole storie dall’Uganda. Hope

Ha 20 anni Jackline, un viso serio, lo sguardo penetrante. Tornava a casa sul boda-boda (moto taxi), un incidente, uno dei tanti che accadono qui. Trauma cranico e frattura della colonna vertebrale. Un anno di ospedale e dopo in carrozzella. Ora frequenta le scuole superiori e vorrebbe diventare un medico. Ha capito che deve farcela da sola perché oltre all’orfanotrofio non ha altri posti in cui stare. Nessuno può prendersi cura di lei, neanche la sua mamma e la casa è inaccessibile per chi è su una carrozzella. A volte è disperata ma sul suo profilo facebook ha aggiunto al suo nome “Hope” e la sua foto è radiosa.

Maresa Perenchio (volontaria neuropsichiatra)

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Francois

francoisPiccole storie dall’Uganda. Francois

C’è un Ospedale nel West Nile al confine con il Congo. Un Ospedale missionario, ad Angal. Francois è nato lì due anni fa. La sua mamma è morta di parto dopo un taglio cesareo e il papà è ritornato in Congo per accudire gli altri figli. Francois è stato affidato a Susan, l’ostetrica che aveva assistito la mamma durante il parto. Un bel bambino sano e intelligente. Un anno fa malaria cerebrale che ha cambiato la sua vita. Ora, non sente, non vede, ha problemi motori e l’epilessia.  Susan non riesce più ad occuparsi di lui perché deve lavorare ed ha altri orfani a cui badare e vuole che Francois possa avere la riabilitazione di cui ha bisogno.  Oggi arriva accompagnata da medici italiani che sostengono l’ospedale. E’ una bella signora, alta, uno sguardo fiero e triste che va oltre. Tiene il bambino stretto in braccio come un oggetto delicato e prezioso. Sa che è qui per lasciarlo, ma non è pronta.  Prendiamo dolcemente Francois dalle sue braccia, lui sembra non accorgersene. Lei si allontana per non mostrare le sue lacrime. Anche noi siamo commosse e ci stringiamo attorno al bambino in un grande protettivo abbraccio.

Maresa Perenchio (volontaria neuropsichiatra)

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Laura

LauraPiccole storie dall’Uganda. Laura

Ci sono momenti magici in cui si dimenticano le fatiche e le delusioni. Osservare Laura rende felici. E’ una bimba splendida, ha due giorni e purtroppo la sua mamma e’ morta durante il parto. Lei ancora non lo sa e nei suoi sonni sereni sembra possedere il mondo intero.

Maresa Perenchio (volontaria neuropsichiatra)

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Genesis

GenesisPiccole storie dall’Uganda. Genesis

Sono di nuovo qui e, come sempre, ci sono altre storie da raccontare. C’è  un bimbo arrivato da poche settimane in Orfanotrofio. Ha due anni, gli hanno dato un  nome nuovo “Genesis”, perché quello che aveva prima “Gonorrea” era troppo.  Me lo presentano, ha una gonnellina e subito penso di avere sbagliato bambino ma è lui, del resto qui si mette quello che capita basta coprirsi un po’. E’ piccolo, uno sguardo attento, indagatore, disponibile al contatto. E’ sordo e per questo non parla, ma sorride subito e incanta. E’ stato portato da noi da una moglie di suo padre. La sua storia sembra  incredibile ma non è altro che il risultato della guerra che per anni ha funestato questi territori. Genesis è il figlio di due ex bambini rapiti nel Nord dell’Uganda. La sua mamma è viva ed è ancora in Congo con i ribelli del LRA (Lord Resistence Army), il papà invece è l’aiutante di un capitano dello stesso movimento attualmente operante anche nella Repubblica Centro Africana dove continua ad esserci la guerra. Il papà ha molte mogli e in questo momento Koni, il capo dei ribelli, vuole sbarazzarsi delle donne e dei bambini, soprattutto quelli disabili, che creano ostacoli ai suoi spostamenti. Per questo il bimbo e la sua “step mother” sono ritornati in Uganda dove sono stati accolti da Gusco una organizzazione che si occupa degli ex bambini soldato e li aiuta nel loro reinserimento.  Genesis è stato mandato da noi perché è rimasto drammaticamente solo nel suo completo silenzio. Nerina, una splendida volontaria Italiana si è subito presa cura di lui, si parlano, si capiscono e si vogliono bene,  Genesis avrà altre mamme aspettando la sua mamma vera.

Maresa Perenchio (volontaria neuropsichiatra)

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