Coltiviamo i vostri Progetti – 3° edizione: ci siamo anche noi!

Aiutateci a realizzare il nostro progetto: “RI-ABILITA’: IN PIEDI A PIU’ MANI!” per aiutare i bambini disabili del St.Jude Children’s Home.
Potete farlo donandoci i punti della spesa presso i Supermercati Poli, Orvea e Regina.
Per saperne di più visitate il sito
http://www.gruppopoli.it/…/pe…/coltiviamo-i-vostri-progetti/

 

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  • Festa al St.Jude!
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Festa al St.Jude!

Il 28 ottobre al St.Jude è stato un giorno di festa. Tutti i bambini hanno festeggiato il St.Jude day, i 10 anni della scuola primaria e hanno inaugurato il nuovo refettorio che abbiamo ristrutturato in collaborazione con la Provincia di Trento. Un grazie di cuore al nostro Paolo che ha seguito tutti i lavori e alle nostre volontarie, Veronica e Paola!

Ecco un po’ di foto dei festeggiamenti e della benedizione del refettorio.

 

 

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Grazie Mariapia e Andrea!

IMG-20150827-WA0001Un grazie di cuore a Mariapia Bonanate e Andrea Morghen per aver reso così ricco di emozioni l’incontro che si è tenuto giovedì scorso a Predazzo. Crediamo che l’incontro e la condivisione siano il motore della nostra associazione. Ci permettono di ricordarci chi siamo, dove stiamo andando e ci danno sempre nuovi spunti su cui riflettere perchè ognuno di noi è sempre in cammino… A presto!

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Jackline

DSC00627Piccole storie dall’Uganda. Jackline

Jackline … dicono che passa inosservata, causa del suo corpo così esile e quel portamento così goffo, tipico dei bambini con sindrome d’autismo e alle sofferenze che la vita non le ha risparmiato. Ha solo 10 anni, quasi come i chili che pesa. Non è solo la magrezza che colpisce, in fondo al St.Jude si equivalgono quasi tutti in quanto a mole, ma ciò che incanta di Jackline è la sua danza. Quando si muove lo noti perché è così leggera e delicata da impattare con il resto della marmaglia vicina. Se poi riesci a catturare la sua attenzione ti sa regalare uno spettacolo di emozioni; come si adagia sulle tue gambe e ti sa guardare, muovendo le dita come se dovesse spostare una ragnatela mantenendo intatte le sue forme. Seguire il suo sguardo è un viaggio in un mondo che mai nessuno riuscirà a capire. Chissà se penserà a quando viveva in un recinto con le caprette. E’ sì, perché la sua disabilità l’ha destinata a sopravvivere un anno ad erba e belati. A cosa stai pensando piccola, dolce Jackline ora che sei salva al St.Jude? Penso alla tua forza. Non hai mai parlato ma basta guardarti per ascoltare il tuo dolore.

Silvia

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In partenza …

DSC03254Sapevo che prima o poi sarei tornata in questa terra così unica da non essere comparabile con nessun altro lembo di terra su questo mondo. Dire Africa non basta, Uganda nemmeno, Kampala ancora molto lontana dal lontano nord, e più precisamente da quell’angolo di paradiso che è il St.Jude. Ogni viso è ancora impresso nella mia mente, l’odore della loro pelle, le loro mani, sempre appiccicose e mai pulite come dovrebbero, così come i vestiti che indossano. E poi le voci, un coro di schiamazzi e urla che insieme formano la più bella musica mai a ascoltata e il ritmo, che solo loro sanno seguire, non perché l’hanno imparato ma semplicemente perché seguono il richiamo della natura. Semplice direbbero loro. Come ogni cosa che fanno. Eccoli gli eroi del St.Jude, così soli, ognuno con il proprio drammatico bagaglio addosso che pesa, come le fatiche che ogni giorno affrontano per farcela. Stare con loro sarà ancora una volta un’emozione nuova ma questa volta non sarò sola, c’è una nuova consapevolezza che è cresciuta lentamente in questi tre anni e si chiama “VolontariAmo con il St. Jude”. Una storia di vite, di persone che si sono incontrate per condividere qualcosa che risuonava in ognuna di loro ma che solo grazie all’incontro e alla condivisione hanno potuto esprimere. Penso a Tania, Cristina, Michela, Anna, Gabriele, Francesca, Maresa, Paolo, Roberto, Milena, Alessandra, Gianfranco, Lucia, Alessio,  la zia Marisa, la Rina (l’articolo è d’obbligo anche se non grammaticamente corretto), Suor Claudia Piffer, Daniele, Piergiorgio (Insieme si può), Paola, Carola, Lavinia, Orsola e altri che sicuramente ho dimenticato ma che mi scuseranno.

E poi Elio. Il collante di ogni pensiero, discussione, decisione, incomprensione. Il nostro testimone in prima linea. Lui che ha vissuto non so quante vite, per non parlare di quante ne ha salvate. Le sue giornate sono almeno di 72 ore, i chilometri percorsi, infiniti, le persone incontrate inesauribili così come le nuove relazioni e esperienze nate grazie a lui. Il primo impatto con l’Africa non sono il cielo, la terra, la gente ma è lui. Le sue truci testimonianze raccontate in stile lista della spesa, tra la contrattazione di un quintale di ananas, un pezzo di motore guasto e i water per le case nuove del St.Jude. Ma non parliamo di lui perché chi lo conosce sa anche la sua indisposizione verso gli elogi e le narrazioni sulla sua vita in stile “paladino della giustizia”.

Presto  conosceremo anche le storie di Paolo, un ragazzo volontario, stabile al St.Jude da oltre un anno che, a partire dal primo gennaio 2015 per 24 mesi, diventerà collaboratore dell’associazione “Volontariamo con il St.Jude”. Crediamo che   il principale investimento sia garantire la presenza di una persona che conosca il St.Jude e possa coordinare i nostri progetti presenti e futuri ma, soprattutto, che sappia raccogliere sul campo i bisogni reali dei bambini per permettere a chi è lontano di impegnarsi per il raggiungimento di obiettivi specifici e necessari. Non basta raccogliere fondi se non sappiamo come andranno spesi e, per correttezza di tutti coloro che donano soldi, tempo, energie, parole, sacrifici, è giusto saper rispondere.

Al mio ritorno pubblicheremo nuove notizie dal St.Jude e nuove storie.

Auguri a tutti di Buona Natale e Felice Anno Nuovo!

Silvia

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